ANGELI @ DEMONI

Autori, Musicisti, Esploratori Oltre Ogni Frontiera

giovedì 17 dicembre 2009

Chiaroscuro dal vivo: Ralph Towner incontra Paolo Fresu

Il concerto dell'insolito due costituito da Ralph Towner (chiarra) e Paolo Fresu (tromba, flicorno) ha convinto il pubblico del Teatro Dal Verme. Martedì 8 dicembre 2009, in uno scuro e umido pomeriggio di fine autunno, gli spettatori accorsi in teatro per la performance conclusiva di Music Club, la rassegna ideata e prodotta dal giornalista Enzo Gentile, hanno visto in azione uno dei chitarristi più inventivi e originali degli ultimi decenni, al fianco di un bravo trombettista che molti salutano come l'esponente di spicco del new cool jazz italiano (qualsiasi cosa significhi questa roboante definizione). All'origine del riuscitissimo album Chiaroscuro, uscito il 6 novembre 2009 per l'etichetta ECM, c'è l'incon
tro tra Towner e Fresu avvenuto nel 1994 in Sardegna, a Punta Giara, nel corso del Festival Jazz di Sant'Anna Arresi. La personalità irrequieta di Ralph Towner e l'indole serena di Paolo Fresu hanno trovato parecchi punti di contatto, grazie al rispetto reciproco che i due autori hanno dim
ostrato.
Angeli@Demoni ha incontrato Ralph Towner nel backstage, qualche istante prima che il concerto iniziasse. È stata l'occasione per
parlare della relazione tra Towner e l'etichetta che gli ha dato libertà espressiva e notorietà, la ECM.

L’anno scorso ECM, l’etichetta discografica creata da Manfred Eicher nel 1969, ha ristampato - nella collana Touchstones - i tuoi album Solstice e Batik, oltre ad alcuni dischi del tuo gruppo, gli Oregon. È passato molto tempo dalla prima uscita di quei lavori: cosa ricordi di quel periodo?
“Sin dai propri esordi l’etichetta ECM invitò i suoi musicisti a realizzare i dischi in tempi ristretti: due giorni per registrare e un giorno per mixare. Gli artisti dovevano essere in grado di lavorare velocemente, di esprimere davvero qualcosa e di farlo molto in fretta, senza la possibilità di riprovarci – come capita in tante produzioni musicali - per settimane e settimane fino a quando non viene qualcosa di buono. Le esecuzioni venivano rifatte al limite una o due volte, non di più. Si trattava sostanzialmente di album dal vivo incisi in studio".

Qual era il metodo di lavoro di Manfred Eicher?
“Manfred Eicher individuava e contattava i musicisti, seguiva il lavoro del tecnico del suono, ispirava e sceglieva tutte le copertine degli album, finanziava la produzione. C’era una forte valorizzazione della individualità, della diversità e della collettività, che venivano tutelate da una ottima organizzazione di base. Eicher dava integrità al progetto d’insieme. Lavorare con ECM è stata una grandissima opportunità per me: questa etichetta ha documentato la mia vita in musica”.

Nei tuoi album si incontrano la tradizione classica, la libertà espressiva del jazz e il richiamo al suono contemporaneo, miscelati in modo sempre nuovo.
“Se ascolti i miei dischi in sequenza comprendi tutto della mia evoluzione musicale. Sono sempre andato avanti senza guardarmi indietro. D’altra parte la mia musica non ha quella risonanza commerciale che costringe a una ripetizione di modelli remunerativi. In genere la cosa più importante, per me, è che la musica sia sincera, unica, originale, coerente con il gusto e la volontà degli autori e degli esecutori. Ho sempre prestato attenzione agli stili di tutto il mondo, sin da bambino, quando ascoltavo i dischi del mio fratello maggiore. Tuttavia non cerco di includere mille stili all’interno del mio stile: sono più orientato a individuare una mia personale voce musicale”.

nella foto a sinistra: Ralph Towner - nella foto a destra: Paolo Fresu