Domenica 28 febbraio la trasmissione radiofonica "Angeli@Demoni" è stata quasi integralmente occupata dal collage sonoro (o, se preferite, medley post-moderno) "28@28", creato con il software di editing Vegas e contenente - in versione integrale oppure parziale - 18 brani, che spaziano tra generi musicali non contigui. Il titolo indica la durata: 28 minuti e 28 secondi, andati in onda il 28 febbraio. Alla faccia della precisione. È un tributo a compositori e musicisti che si sono spinti oltre le frontiere espressive, oltre gli steccati di genere, oltre le convenzioni. "28@28" è strutturato come un road movie ovvero un viaggio dal tramonto all'alba. L'elenco dei partecipanti, in ordine di comparizione, è il seguente (nota introduttiva: sono stati contrassegnati con [*] tutti i pezzi presenti in versione completa, gli altri sono frammenti o tagli dai brani citati):
Garbarek - Kashkasian - Katché, "A Tale Begun"
Bela Bartòk, "Music for children - Vol. 1 # 10" [*]
Battaglia - Rabbia, "Spirits of Myths"
Evangelista, "On The Captain's Side"
William Burroughs, "Present Time Exercise"
Steve Reich, "Music For 18 Musicians"
Omar A. Rodriguez-Lopez, "Asco Que Conmueve Los Puntos Erògenos"
Judee Sill, "Jesus Was A Cross Maker" [*]
Erkki Sven Tüür, "Conversio"
Frank Zappa, "T-Mershi Dween" [*]
Post Soviet Land, "Bells"
Steely Dan, "Don't Live That NYC No More"
Andy Hawkins, "River Blindness"
Bela Bartòk, "Music for children - Vol. 2 # 21" [*]
Kronos Quartet, "Purple Haze" (cover)
Frank Zappa, "Strictly Genteel"
Joni Mitchell, "All I Want" [*]
John Zorn, "Sonnambulism"
Creare questi collage sonori è un esercizio interessante e istruttivo che avvicina alla musica altrui, fornendo inediti spunti creativi e stimolando ad ascoltare con nuove orecchie. È il tentativo di rispondere alla domanda che Jack London poneva nell'articolo "Della filosofia di vita dell'autore", pubblicato sulle pagine della rivista "The Editor" nell'ottobre 1899, ovvero: "Che cosa sai del mondo al di sotto della sua superficie ribollente?"
[Entrambe i disegni sono di Dave McKean]



