
MIROSLAV VITOUS
CONCERTO al Teatro Manzoni (Milano)
MIROSLAV VITOUS, "Remembering Weather Report"
Miroslav Vitous, contrabbasso - Michel Portal, clarinetto e clarinetto basso - Franco Ambrosetti, tromba e flicorno - Gary Campbell, sassofoni - Nasheet Waits, batteria
Un splendido concerto, di rara compatezza stilistica e senza nessuna concessione al compromesso, ma anzi ricco di complessità, nello spirito che accompagnò la nascita dei Weather Report, fondati da Joe Zawinul, Wayne Shorter e Miroslav Vitous. Quello spirito di dialogo paritario tra musicisti, nonchè di slancio verso la libertà espressiva, la sperimentazione e la ricerca, che Zawinul - più interessato alla fama e alla ricchezza che non alla definizione di nuovi linguaggi musicali - rigettò ben presto, costringendo in un angolo Shorter e invitando Vitous, con garbo austriaco, a lasciare la band. Il contrabbassista si riappropria del sentire di quei giorni lontani nell'album "Remembering Weather Report", in compagnia degli eccellenti Franco Ambrosetti, Gary Campbell, Nasheet Waits e del poliedrico Michel Portal. L'esibizione al Teatro Manzoni è stata accolta calorosamente da un foltissimo pubblico.
(A seguire: testo estrapolato dal programma di sala)
Torna a Milano uno fra i grandi strumentisti della storia della musica improvvisata, il contrabbassista Miroslav Vitous, che presenta una sua affascinante rilettura del periodo in cui faceva parte del gruppo Weather Report. Composto da artisti di valore come Franco Ambrosetti e Nasheet Waits, il complesso si avvale anche del contributo di una fra le massime figure della musica europea, il clarinettista e sassofonista Michel Portal.

Rinomato bassista jazz nato a Praga, Vitous pratica lo studio del violino dall’età di sei anni,
per poi passare al pianoforte a dieci anni e al contrabbasso a quattordici. Uno dei suoi primi gruppi fu il Junior Trio, con suo fratello Alan alla batteria e con l’amico ceco, presto anch’egli famoso, Jan Hammer alle tastiere.
Durante gli anni del conservatorio vince un concorso internazionale a Vienna, ottenend
o così una borsa di studio per il Berklee College Of Music di Boston. Da li in poi, una vita di successi che affianca talento e tecnica: forte senso ritmico, linee guida di basso decise e un intenso uso dell’improvvisazione.
Nel 1969 Vitous pubblica il suo primo disco solista, Infinite Search e presenta nella formazione impiegata musicisti chiave per quello che sarà successivamente il movimento jazz fusion: John McLaughlin, Herbie Hancock, Jack DeJohnette, e la già nota icona del jazz, il sassofonista Joe Henderson.
Membro fondatore dei Wheather Report, ha lavorato, tra gli altri, con Jan Hammer, Freddie Hubbard, Miles Davis, Chick Corea, Wayne Shorter, i più grandi del jazz contemporaneo.
(nella foto in alto: Miroslav Vitous; nella foto in basso: Michel Portal)

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